Tratto dal Corriere – 8 gennaio

I punti principali delle novita’ introdotte

Università, è legge il decreto Gelmini

Il ministro: «Merito, trasparenza e gestione virtuosa: cambio così». Il Pd: non riforma ma tagli

ROMA – La Camera (281 sì e 196 voti contrari) ha approvato in via definitiva il decreto Gelmini sul riordino del sistema universitario. Sul decreto, contro il quale in novembre si era mobilitata la protesta di studenti e docenti, il governo aveva chiesto la fiducia. Voto a favore della maggioranza, no di Pd e Italia dei Valori, con dure critiche basate sulla stima dei tagli che il decreto comporta mentre l’Udc si è astenuta «per offrire un’apertura di credito nei confronti del ministro Mariastella Gelmini». Che , dal canto suo, è naturalmente soddisfatta del risultato raggiunto: «L’università oggi cambia: valorizzato il merito, premiati i giovani, affermata la gestione virtuosa degli atenei e introdotta più trasparenza nei concorsi all’Università per diventare professori o ricercatori. Da questi tre pilastri non si potrà prescindere». Ecco i punti principali del decreto.

CONCORSI – Le commissioni che giudicheranno gli aspiranti professori universitari di prima e seconda fascia saranno composte, a differenza di quanto accadeva finora, da 4 professori sorteggiati da un elenco di commissari eletti a loro volta da una lista di ordinari del settore disciplinare oggetto del bando e da un solo professore ordinario nominato dalla facoltà che ha richiesto il bando. Lo scopo è quello di evitare di predeterminare l’esito dei concorsi e di incoraggiare un più ampio numero di candidati a partecipare. Per quanto riguarda i ricercatori, in attesa di un riordino organico del sistema di reclutamento, le commissioni che giudicheranno i candidati al concorso saranno composte da 1 professore associato nominato dalla facoltà che richiede il bando e da 2 professori ordinari sorteggiati da una lista di commissari eletti tra i professori appartenenti al settore disciplinare oggetto del bando. La valutazione dei candidati avverrà secondo parametri riconosciuti in ambito internazionale.

ATENEI «SPENDACCIONI» – Le università con una spesa per il personale troppo elevata (più del 90% dello stanziamento statale) non potranno fare nuove assunzioni. La norma vuole porre un freno alle gestioni finanziarie non adeguate (soprattutto nel rapporto entrate-uscite). Da oggi, dunque, gli atenei che spendono più del 90% dei finanziamenti statali (Fondo di Finanziamento Ordinario) in stipendi non potranno bandire concorsi per docenti, ricercatori o personale amministrativo. Read the rest of this entry »

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Tratto da Repubblica – 8 gennaio

Approvazione definitiva per le nuove norme con 281 sì, 196 no e 28 astenuti
Il ministro Gelmini: “L’università oggi cambia”. L’opposizione: “Occasione sprecata”

Atenei, il decreto diventa legge
Arriva il via libera della Camera

ROMA – L’aula della Camera ha approvato in via definitiva il decreto Gelmini sull’università. I voti a favore sono stati 281, i contrari 196 e gli astenuti 28. Ieri sera la Camera aveva votato la fiducia al governo sul decreto, che sarebbe decaduto domani. Read the rest of this entry »

Tratto da Repubblica – 3 dicembre

Rapporto 2008 del Cnvsu, un bilancio non positivo del nuovo ordinamento
Gli esperti del ministero: con le lauree triennali più fuori corso

Università, il 3+2 è un flop
aumentano gli studenti-lumaca

di SALVO INTRAVAIA

IL “nuovo ordinamento” non fa decollare l’università italiana: oltre 4 studenti su 10 sono ripetenti o fuori corso, crescono gli abbandoni dopo il primo anno e si impenna il numero di chi ciondola tra le aule universitarie senza dare neppure un esame. Il tutto mentre cresce a dismisura il numero degli insegnamenti, aumenta quello dei prof e di conseguenza la spesa universitaria. Il desolante quadro del sistema universitario italiano emerge dall’ultimo rapporto annuale del Cnvsu, il Comitato nazionale di valutazione del sistema universitario, ente del ministero che a 6 anni dall’introduzione del 3 più 2 fa un primo bilancio della riforma. Read the rest of this entry »

Tratto da Repubblica – 28 dicembre

Università, nuovo scandalo: i nomi dei candidati favoriti nell’agenda del prof
Domande prestabilite per favorire chi era stato segnalato: indagini sugli anni 2004-06

Bari, nel diario del professore
il vademecum dei raccomandati

di GABRIELLA DE MATTEIS e GIULIANO FOSCHINI

BARI – Un’agenda rossa con i nomi dei raccomandati. Un “meccanismo preciso”, con domande prestabilite, per agevolare i candidati e garantire loro almeno il 18. E poi il “vademecum della raccomandazione”, il manuale del perfetto segnalatore. All’Università di Bari ora scoppia “Raccomandopoli”.

Uno scandalo che segue quello degli esami venduti, quello dei test d’ingresso truccati e quello dei concorsi pilotati e delle cattedre a conduzione familiare. “È un sistema di segnalazioni – scrive il Gico della Guardia di Finanza – del quale risultava essere collettore e promotore il professor di Diritto del Lavoro Antonio De Feo: un sistema finalizzato a consentire il superamento di esami universitari a studenti per i quali pervenivano specifiche richieste da parte di importanti professionisti o di altri colleghi professori”. I fatti fanno riferimento agli anni che vanno dal 2004 al 2006 e sono racchiusi in un migliaio di pagine depositate agli atti dell’indagine condotta dal sostituto procuratore del tribunale di Bari, Francesca Romana Pirrelli, sulla compravendita degli esami universitari nella facoltà di Economia. Read the rest of this entry »

Tratto da Repubblica – 18 dicembre

Il ministro dell’Istruzione ha presentato i quattro decreti che lanciano la riforma
Salta il modulo nella primaria, stop alla giungle di indirizzi alle superiori

Gelmini: “Così la scuola cambia”
Più inglese e “unico maestro”

“Più chiarezza per le famiglie, efficienza e snellimento dell’organizzazione”
Lezioni tassative di 60 minuti, e “7000 euro l’anno per i docenti meritevoli”

di SALVO INTRAVAIA

ROMA – “La scuola cambia”. E’ lo slogan del ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, che a margine del Consiglio dei ministri di questa mattina ha presentato i quattro decreti che lanciano la riforma scolastica. Tantissime le novità previste per l’anno prossimo rispetto all’assetto attuale. Salta il “modulo” (tre insegnanti su due classi) nella scuola primaria, stop alla giungla di indirizzi al superiore e potenziamento dell’Inglese.

“Per la prima volta in Italia dopo la riforma Gentile del 1923 – dice Gelmini – si mette mano alla scuola con una riforma organica di tutti i cicli (elementari, medie, superiori). Elementari e medie cambiano dal primo settembre 2009, le superiori dal primo settembre 2010″. “Più chiarezza e opportunità per le famiglie, più efficienza, semplificazione e snellimento dell’organizzazione e delle procedure, valorizzazione del ruolo dei docenti”, i principi che ispirano la riforma. Ma vediamo quali sono le novità. Read the rest of this entry »

Tratto da Repubblica Milano – 17 dicembre

Poli: il “Progetto merito” va al Senato

Tra le proposte di Ballio, finanziamenti più legati ai risultati della ricerca e riduzione dei fuori corso

di Franco Vanni

Finanziare la ricerca in base ai risultati scientifici dei docenti. È questo il cuore del «progetto merito» proposto dal rettore del Politecnico Giulio Ballio. Un approccio portato alla discussione del Senato accademico dell´ateneo, dove dovrà passare al vaglio dei professori. La questione è già stata affrontata in termini generali nelle scorse sedute, l´ultima lunedì scorso, con l´intento di arrivare a un voto entro la fine di gennaio. Se rimangono da definire le forme con cui attuare la svolta, sono già certe le due principali leve su cui agire: arrivare a un sistema di valutazione dei prodotti della ricerca sempre più accurato e studiare parametri di giudizio della performance dei docenti che tengano conto delle pubblicazioni fatte.

La necessità di legare i finanziamenti al merito, sia quelli destinati dallo Stato agli atenei sia all´interno dell´università fra le varie cattedre era stata segnalata dal rettore già alla presentazione dell´anno accademico. Nel denunciare «una politica di tagli indiscriminati all´università da parte del governo, che rischia di fare perdere il merito che le università lombarde hanno in questo momento», Ballio aveva aggiunto: «Nel nostro Paese non si vuole capire che soltanto i processi di valutazione dei risultati possono riconoscere il merito e quindi i diritti delle persone». Sponsor della linea a cui si prepara il Politecnico è il governatore regionale Roberto Formigoni, che incontrando i rettori dei 12 atenei lombardi aveva espresso la necessità di «nuovi criteri di ripartizione dei fondi che tengano conto del merito e della qualità dell´insegnamento».

Altro modo per limare gli sprechi che Ballio ha indicato più volte, è disincentivare gli studenti fuoricorso «storici», iscritti da anni ma di fatto estranei all´università. Soggetti, con le parole del rettore, «che rappresentano un costo sociale, anche in termini di mancato prodotto per la collettività».

(17 dicembre 2008)

Clicca qui per vedere l’articolo online.

Tratto da LaStampa – 12 dicembre

Gelmini: “Quante bugie! Nessun dietrofront sul maestro unico”

La verità del ministro: «La sinistra mistifica e dice le solite bugie»

RAFFAELLO MASCI
ROMA

La Gelmini ha incassato il colpo dell’Onda e ora deve fare marcia indietro. Così dicono di lei, signora ministro. Cosa replica?
«Siamo di fronte ad una ingegneria della mistificazione. Voglio essere chiara subito: il maestro unico resta. Chiaro? Anzi: resta “solo” il maestro unico. Il modulo dei due maestri su tre classi è morto e sepolto per sempre».

E chi è invece che mistifica?

«La sinistra. E’ veramente pazzesco: mi hanno fatto una guerra su questo, l’hanno persa e ora si inventano che io, pressata dai loro scioperi e dalle loro proteste, sono tornata sui miei passi con la coda tra le gambe. Ma scherziamo?».

Ministro, ma qualche cosa è cambiato o no? Adesso si parla di maestro unico come «opzione». Non è stato sempre così.
«Vede? Siete caduti anche voi nella rete della disinformazione. E’ stato sempre così, invece. Tale e quale da sei mesi, da quando queste cose le ho scritte nel piano programmatico. Andatelo a rileggere».

Allora facciamo come ai quiz televisivi: una domanda per volta. Le famiglie e le scuole possono o no fare delle opzioni sul maestro unico?
«No. Il maestro è sempre unico».

Allora su cosa possono farle?
«Sull’orario scolastico».

Si spieghi, prego.

«Un docente ha un orario di lavoro di 22 ore. Se si sceglie di adottare l’orario di 24 ore settimanali, quella classe avrà un maestro unico, più due ore fatte da quelli di materie specialistiche, come religione o inglese, per esempio. Idem se si opta per le 27 ore».

Se poi però si sale alle 30 ore o addirittura al tempo pieno di 40 ore, è detto esplicitamente che i maestri sono due.
«Già, ma sono due nel senso che uno fa un certo numero di ore e quando ha finito arriva l’altro. Non c’è compresenza, non c’è modulo. Prima lavora uno poi lavora l’altro».

Senta, ministro, ma perché potendo scegliere una scuola a tempio pieno, o con un orario più generoso, una famiglia dovrebbe decidere di tenersi il «modello base» da 24 ore?

«Queste sono scelte educative che ogni famiglia fa autonomamente. La scuola deve solo offrire la possibilità di aderire a più modelli». Read the rest of this entry »

Tratto dal Corriere – 12 dicembre

Scardinati con la forza i lucchetti e le porte

Statale occupata, rissa tra gruppi di studenti

Assemblea non autorizzata in aula magna dopo momenti di tensione. Presenti «elementi sciolti esterni all’ateneo»

MILANO – L’università Statale di Milano è stata oggi occupata dagli studenti al termine del corteo organizzato in concomitanza con lo sciopero generale indetto dalla Cgil. Momenti di tensione con una violenta rissa tra gruppi di studenti, ognuno accompagnato da «elementi sciolti esterni all’ateneo». Gli scontri sono iniziati quando, intorno alle 13, centinaia di ragazzi provenienti dal corteo sono entrati nella sede principale di via Festa del Perdono e un gruppo ha scardinato con la forza i lucchetti e le porte dell’aula magna. L’azione di forza aveva lo scopo di iniziare un’assemblea per discutere sui «no» alla riforma dell’Istruzione del ministro Mariastella Gelmini, che coinvolge l’intero mondo della scuola.

LA RISSA – Per alcuni minuti la porta in ferro ha tenuto, poi l’onda degli studenti ha riempito l’aula. Momenti di tensione tra alcuni gruppi del corteo sull’occupazione: alcuni di loro sarebbero voluti andare nell’aula 211, dichiarata dall’inizio della protesta aula autogestita, altri invece hanno forzato i cancelli dell’aula magna, provocando alcuni danni alle inferriate e alle pareti. Dalle parole si è passati ai fatti e sono volati spintoni, pugni, calci, ombrellate e qualche cinghiata tra i due schieramenti: studenti da entrambe le parti, ma anche un gruppo di anarchici e alcuni iscritti ai sindacati di base. Read the rest of this entry »

Tratto dal Corriere – 12 dicembre

Nel pomeriggio la commemorazione dell’anniversario di piazza Fontana

Sciopero generale, centomila in piazza

Hanno sfilato, in quattro cortei, i lavoratori della Cgil, gli studenti dell’Onda anomala, Rete Scuole. Tram a rischio dalle 18 alle 22

MILANO – Si sono riunite in piazza del Duomo le due manifestazioni organizzate oggi a Milano dai sindacati di base e dal movimento studentesco dell’Onda anomala in occasione dello sciopero generale. Nel frattempo in piazza Castello si è svolto il comizio del segretario nazionale della Cgil Morena Piccinini. Secondo gli organizzatori, il sindacato di Guglielmo Epifani ha portato in piazza 50 mila persone, altrettanti i sindacati di base, 10 mila gli studenti. La mattinata è stata caratterizzata da parecchi disagi per il traffico automobilistico, a causa dei diversi cortei che hanno attraversato il centro della città. Read the rest of this entry »

Tratto da Repubblica Milano – 10 dicembre

Onda lunga

A che punto sono gli studenti dopo tre mesi in piazza. All´inizio della protesta, l´ambizione di far durare la mobilitazione fino a Natale sembrava solo una boutade. Di fronte, c´è una traversata nel deserto fino all´estate, quando sarà approvata la Finanziaria che potrebbe fissare i tagli del 2010

di Franco Vanni

Il proclama lanciato in piazza dagli studenti due mesi fa suonava come una boutade: «Porteremo avanti la protesta fino a Natale». Non ci credevano i rettori e i professori, e forse nemmeno loro. Invece i ragazzi dell´Onda ce l´hanno fatta. Domenica erano davanti alla Scala per contestare «baroni e banchieri» alla Prima, ieri hanno occupato un´aula in Bicocca. Per oggi hanno annunciato una serie di «blitz culturali»: entreranno in mostre e musei senza pagare il biglietto, perché, dicono: «L´accesso alla cultura dovrebbe essere gratuito per chi ha in tasca il tesserino universitario». E venerdì scenderanno in piazza assieme ai lavoratori della scuola per lo sciopero indetto da Cgil. Una manifestazione che dedicheranno ad Alexis, il quindicenne ucciso ad Atene dalla polizia, ma anche un´occasione per contarsi e capire come portare avanti la protesta. «Per tenere vivo il movimento dobbiamo coinvolgere tutte le forze che a Milano si oppongono alla svendita dell´istruzione pubblica», dice Leon, studente attivo nella protesta a Scienze politiche in Statale.

Per non perdersi, per lanciare appuntamenti e iniziative, gli studenti utilizzano il sito web Ondanomalamilano. org. In rete gli studenti milanesi hanno anche inventato la loro eroina, Anna Adamolo, anagramma di «Onda anomala» e «ministro onda dell´istruzione». Il gruppo su Facebook «Manifestazioni a Milano contro il ddl Gelmini», con oltre 1900 iscritti, serve da agenda e da termometro della protesta. Read the rest of this entry »