Universi Precari!

Il gruppo “Biblio” è lieto di invitare tutt* ad…Universi Precari!

Mar 03.03, h16.30

Aula211, UniversitàStatale, via FdP

Il flyer dell’iniziativa è scaricabile a questo indirizzo

Aiutaci a diffondere consapevolezza, la precarietà non ammette ignoranza…

x info: biblio_lastatale@inventati.org

Tratto da LaStampa – 8 dicembre

Università: tagli ad un sistema
sotto-finanziato

GIOVANNA VERTOVA*

Una vera e auspicata riforma dell’Università dovrebbe essere una proposta articolata del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca (Miur), non del Ministero dell’Economia e Finanze (Mef). Dovrebbe basarsi su un’analisi completa e dettagliata del sistema e delle sue criticità, non inseguire articoli di qualche opinionista di grido. Dovrebbe essere improntata ad un’ottica di miglioramento, non di punizione. Dovrebbe confrontarsi con le parti sociali. Il governo è molto lontano da questo modus operandi, preferendo procedere a colpi di decreti leggi approvati con la fiducia. L’ultimo, cronologicamente parlando, è quello n. 180 del 10 novembre. Read the rest of this entry »

Tratto da Repubblica – 20 dicembre

Ai primi posti, e in crescita, negli studi mondiali di valutazione delle competenze. Risultati ottimi in matematica e scienze, i migliori nel Nord-est

Scuola, il primato dei bimbi italiani
figli delle ‘vecchie’ elementari

di SALVO INTRAVAIA

La scuola elementare italiana consolida il suo primato internazionale. La conferma arriva dal rapporto Timss 2007 (Trend in international Mathematics and Science study): l’indagine che misura le competenze in Matematica e Scienze degli alunni al quarto e all’ottavo anno di scolarità. L’edizione 2007 del Timss riporta i dati relativi agli alunni di 59 paesi distribuiti nei 5 continenti e, per l’Italia, fa il paio con i confortanti risultati di un’altra indagine internazionale: il Pirls 2006 (Progress in international reading literacy study), che indaga sulla comprensione della Lettura dei bambini al quarto anno di scolarità.

I dati sono stati diffusi pochi giorni fa e assumono una particolare importanza nel nostro Paese in vista della soppressione del cosiddetto “modulo” (tre insegnanti su due classi) alla scuola primaria varato dal ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini. Infatti, gli importanti risultati conseguiti dalla scuola primaria italiana sembrano proprio essere figli proprio del Modulo che introdotto nel 1990 dal prossimo anno cesserà di esistere lasciando spazio ad un maestro “prevalente” che insegnerà nella stessa classe per 22 ore settimanali lasciando ad un secondo insegnante il completamento dell’orario a 24, 27, 30 o 40 ore settimanali. Read the rest of this entry »

Tratto da Repubblica – 15 dicembre

E’ “onda” la parola del 2008
simbolo di forza e movimento

di MASSIMO ARCANGELI

A spuntarla, alla fine, è stata l’onda. Oltre trentamila, in una manciata di giorni, i partecipanti al nuovo sondaggio sulla “parola dell’anno”.

1989-1990. Allora era la pantera. Più che del Black Panther Party americano, e della sua difesa dei diritti civili, simbolo della libertà da guinzagli o legacci e di scattosa rapidità. La libertà invocata dai centri sociali e la rapidità della diffusione della protesta via fax. “Chi ha paura della pantera?”. Era l’ultima frase pronunciata da uno speaker professionista in un spot prodotto dal movimento studentesco; in bella vista, nel fotogramma conclusivo, lo slogan riprodotto infinite volte su manifesti, striscioni, volantini, t-shirt: “La pantera siamo noi”.

Circolavano nomi di battaglia come Peppe Intifada, si portava la kefiah, ci si salutava cheguevarianamente: uno diceva “Hasta la victoria!”, l’altro rispondeva prontamente “Hasta siempre!”. Si lottava in tutta Italia contro la privatizzazione dell’università e il rischio di una divisione fra atenei di serie A (soprattutto nel Nord) e atenei di serie B (soprattutto nel Sud). Oggetto del contendere la legge Ruberti. Durò tre mesi o poco più l’effettiva agitazione; a resistere, ancora per qualche anno, gli “ultimi Mohicani”.

2008. L’anno dell’onda anomala. Simbolo della fluidità e della pericolosa imprevedibilità dei social networks e dei blog, con i loro tamtam neotribali e passaparola virtuali che hanno fatto rimbalzare forme e contenuti della protesta da un capo all’altro del paese. Non solo un movimento di opposizione alla contestata legge Gelmini. Anche una levata di scudi contro una generale crisi finanziaria che cannibalizza le risorse per l’università e la ricerca, una sfiducia “populistica” e un po’ qualunquistica nel sistema dei partiti, una paura fottuta di essere condannati al precariato a vita. Read the rest of this entry »

Tratto da Le Scienze Blog

Made in Italy
di Marco Cattaneo

Istituto Italiano Tremonti

È da almeno una settimana che rimastico questo post. E non mi decidevo mai a digerirlo. Perché non mi va di gettare ombre sul lavoro di persone di qualità e che stimo profondamente. Tanto per chiarire subito di chi sto parlando, è il caso di Roberto Cingolani, uno dei più brillanti fisici italiani, nanotecnologo e direttore scientifico dell’IIT.

Però la storia dell’Istituto italiano di tecnologia merita qualche riflessione. Tanto più oggi che il ministro competente, la signora Mariastella Gelmini, sbandiera ai quattro venti tutto ciò che sta facendo per ristabilire la meritocrazia nelle Università, la trasparenza nei concorsi, la valutazione nell’erogazione dei finanziamenti. Allo stesso tempo l’ineffabile ministro dell’economia – stretto nella morsa della crisi economica per cui non trova di meglio che togliere gli incentivi alle misure di efficienza energetica e ridurre il credito d’imposta per la ricerca industriale – continua imperterrito a finanziare senza alcun controllo una fondazione di diritto privato per la ricerca da lui stesso istituita cinque anni fa. Read the rest of this entry »

Tratto da Repubblica – 6 dicembre

Costituzione dimenticata

di MIRIAMA MAFAI

Giulio Tremonti era noto fino ad oggi come il più rigoroso, persino spietato ministro dell’Economia, tanto da essere soprannominato “signor no”. Qualcuno, non solo dell’opposizione ma anche della maggioranza, gli chiedeva di allargare i cordoni della borsa a vantaggio dei pensionati, o dei licenziati, o dei precari? No, non si possono purtroppo sforare le cifre del bilancio, rispondeva il nostro ministro. La riposta fino a ieri era sempre la stessa: no. “Tagliare, tagliare le spese” era il suo mantra. Crolla il soffitto di una scuola a Rivoli e si scopre che molte altre scuole sono a rischio?

Occorrono fondi per mettere le nostre scuole a norma? No, la risposta è sempre no. Il bilancio dello Stato non lo consente.

Eppure ieri, finalmente il ministro Tremonti ha detto sì. Nel giro di un paio d’ore ha trovato i soldi per soddisfare la richiesta che gli è venuta dal Vaticano di aumentare lo stanziamento già fissato in bilancio per le scuole cattoliche. Contro il taglio originario di circa 130 milioni di euro aveva tuonato monsignor Stenco, direttore dell’Ufficio Nazionale della Cei per l’educazione, minacciando una mobilitazione nazionale delle scuole cattoliche contro il governo Berlusconi e il suo ministro delle Finanze. Read the rest of this entry »

Tratto da Repubblica Milano – 30 novembre

Scuola, la Gelmini attacca l’Onda

La riforma dello scuola e dell’università trova sempre meno persone contrarie: il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, lo ha osservato commentando le proteste che hanno riempito diverse piazze italiane

La riforma dello scuola e dell’università trova sempre meno persone contrarie: il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, lo ha osservato commentando le proteste che hanno riempito diverse piazze italiane. “A me pare che le frange siano in diminuzione – ha detto arrivando a un incontro con i giovani di Forza Italia a Milano – Cresce sempre di più il numero dei ragazzi preoccupati del futuro dell’università e che vogliono potere studiare”. “Io – ha aggiunto Gelmini – rispetto tutte le manifestazioni di dissenso. Invito solo questi ragazzi a leggere questo decreto attentamente. Credo che troverebbero molte risposte alle loro domande, alla preoccupazione per il loro futuro”. Alla domanda se riceverà di nuovo gli studenti, ha risposto “come sempre”.

Non votando il decreto legge sull’università, anche se il governo aveva accolto molti emendanti del centrosinistra – ha argomentato poi la Gelmini – l’opposizione ha perso un’occasione. “Nessuno di noi si è mai sottratto al confronto, ma quando le scelte sono state difficili ci siamo sempre trovati da soli”. Un esempio è la votazione al Senato del decreto sull’università. “Solo il centrodestra ha votato a favore – ha ricordato – ma non ci arrendiamo. Rinnoviamo l’appello a un dialogo costruttivo, come avviene in tutte le democrazie avanzate, ma se non dovesse avvenire andremo avanti anche di fronte a un uso della piazza in maniera scomposta”. Read the rest of this entry »

Reclutamento universitario

Ecco come il Governo vuole combattere i privilegi e i baronati

Intervista-approfondimento sul decreto legge 180/2008

Dopo aver introdotto, con il maxiemendamento alla finanziaria, pesanti tagli ai finanziamenti per l’università e la ricerca, il Governo ha manifestato l’intenzione di procedere ad una più ampia e ragionata riforma del sistema universitario. Finora, però, le linee guida di tale riforma non sono ancora note e l’unico obiettivo indicato (oltre al taglio delle spese), consiste nell’eliminazione dei privilegi e dei baronati, da perseguirsi mediante un “riordino organico dei criteri di reclutamento dei professori universitari”. Read the rest of this entry »

Tratto dal Corriere – 25 novembre

«I nostri figli come topi»

«A scuola si gioca a dadi con la morte»
Le denunce dei lettori dopo Rivoli

Decine di segnalazioni sulle carenze degli edifici scolastici. Molti i genitori preoccupati

MILANO – In un liceo di Monza, racconta una lettrice, gli studenti hanno affisso un cartello: «La legge morale dentro di noi, il soffitto che crolla sopra di noi». Un’ironia amara che adesso, dopo la tragedia di Rivoli, suona particolarmente sinistra. «A scuola giochiamo a dadi con la morte. Siamo troppo giovani per andarcene, fate qualcosa»: sono tantissimi i messaggi del genere arrivati sul nostro forum. Decine di segnalazioni inviate da studenti e genitori sul cattivo stato delle scuole italiane. In qualche caso, magari, l’allarme potrebbe essere eccessivo, ma il quadro – leggendo qua e là tra gli interventi – è assolutamento desolante. Read the rest of this entry »

Tratto da Repubblica – 24 novembre

Il capo della Protezione civile: “Troppa burocrazia, non sappiamo come spendere i soldi”
“Dopo San Giuliano stanziati 500 milioni. Ma solo dopo 6 anni quei fondi sono stati spesi”

Sicurezza, l’allarme di Bertolaso
“Un istituto su due è a rischio”

“Secondo i nostri calcoli servirebbero 4 miliardi di euro per rimettere in sesto gli istituti italiani”

di PAOLO GRISERI

TORINO – Una su due non ce la fa. Una su due è potenzialmente a rischio. I tecnici della Protezione civile disegnano una mappa inquietante: 22.800 scuole pubbliche su 42.000 non sono a norma. Sono edifici progettati senza tenere conto dei criteri antisismici in zone dove i terremoti sono frequenti.

Un elenco di cui non fanno parte licei come quello di Rivoli, che non è in zona sismica, dove si è verificata la tragedia di sabato. Mariastella Gelmini ha promesso di intervenire subito sulle 100 scuole più a rischio. L’elenco, dicono alla Protezione civile, si sta definendo in questi giorni. E si capisce che non verrà reso noto per evitare di moltiplicare la paura. Ma quanto costa rimettere in sesto tutte le scuole italiane? Guido Bertolaso, sottosegretario alla Protezione civile, allarga le braccia: “Secondo i nostri calcoli ci vogliono 4 miliardi di euro. Sa qual è il problema principale? Se oggi ci fossero tutti insieme, quei soldi non sapremmo come spenderli”. Un paradosso: è la storia di questi anni a confermarlo. Read the rest of this entry »