Tratto da LaStampa – 8 dicembre

Università: tagli ad un sistema
sotto-finanziato

GIOVANNA VERTOVA*

Una vera e auspicata riforma dell’Università dovrebbe essere una proposta articolata del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca (Miur), non del Ministero dell’Economia e Finanze (Mef). Dovrebbe basarsi su un’analisi completa e dettagliata del sistema e delle sue criticità, non inseguire articoli di qualche opinionista di grido. Dovrebbe essere improntata ad un’ottica di miglioramento, non di punizione. Dovrebbe confrontarsi con le parti sociali. Il governo è molto lontano da questo modus operandi, preferendo procedere a colpi di decreti leggi approvati con la fiducia. L’ultimo, cronologicamente parlando, è quello n. 180 del 10 novembre. Read the rest of this entry »

Tratto da Repubblica – 28 dicembre

Università, nuovo scandalo: i nomi dei candidati favoriti nell’agenda del prof
Domande prestabilite per favorire chi era stato segnalato: indagini sugli anni 2004-06

Bari, nel diario del professore
il vademecum dei raccomandati

di GABRIELLA DE MATTEIS e GIULIANO FOSCHINI

BARI – Un’agenda rossa con i nomi dei raccomandati. Un “meccanismo preciso”, con domande prestabilite, per agevolare i candidati e garantire loro almeno il 18. E poi il “vademecum della raccomandazione”, il manuale del perfetto segnalatore. All’Università di Bari ora scoppia “Raccomandopoli”.

Uno scandalo che segue quello degli esami venduti, quello dei test d’ingresso truccati e quello dei concorsi pilotati e delle cattedre a conduzione familiare. “È un sistema di segnalazioni – scrive il Gico della Guardia di Finanza – del quale risultava essere collettore e promotore il professor di Diritto del Lavoro Antonio De Feo: un sistema finalizzato a consentire il superamento di esami universitari a studenti per i quali pervenivano specifiche richieste da parte di importanti professionisti o di altri colleghi professori”. I fatti fanno riferimento agli anni che vanno dal 2004 al 2006 e sono racchiusi in un migliaio di pagine depositate agli atti dell’indagine condotta dal sostituto procuratore del tribunale di Bari, Francesca Romana Pirrelli, sulla compravendita degli esami universitari nella facoltà di Economia. Read the rest of this entry »

Tratto da Repubblica – 20 dicembre

Ai primi posti, e in crescita, negli studi mondiali di valutazione delle competenze. Risultati ottimi in matematica e scienze, i migliori nel Nord-est

Scuola, il primato dei bimbi italiani
figli delle ‘vecchie’ elementari

di SALVO INTRAVAIA

La scuola elementare italiana consolida il suo primato internazionale. La conferma arriva dal rapporto Timss 2007 (Trend in international Mathematics and Science study): l’indagine che misura le competenze in Matematica e Scienze degli alunni al quarto e all’ottavo anno di scolarità. L’edizione 2007 del Timss riporta i dati relativi agli alunni di 59 paesi distribuiti nei 5 continenti e, per l’Italia, fa il paio con i confortanti risultati di un’altra indagine internazionale: il Pirls 2006 (Progress in international reading literacy study), che indaga sulla comprensione della Lettura dei bambini al quarto anno di scolarità.

I dati sono stati diffusi pochi giorni fa e assumono una particolare importanza nel nostro Paese in vista della soppressione del cosiddetto “modulo” (tre insegnanti su due classi) alla scuola primaria varato dal ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini. Infatti, gli importanti risultati conseguiti dalla scuola primaria italiana sembrano proprio essere figli proprio del Modulo che introdotto nel 1990 dal prossimo anno cesserà di esistere lasciando spazio ad un maestro “prevalente” che insegnerà nella stessa classe per 22 ore settimanali lasciando ad un secondo insegnante il completamento dell’orario a 24, 27, 30 o 40 ore settimanali. Read the rest of this entry »

La Gelmini nella versione di Caterina Guzzanti!

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Tratto da Repubblica – 18 dicembre

Il ministro dell’Istruzione ha presentato i quattro decreti che lanciano la riforma
Salta il modulo nella primaria, stop alla giungle di indirizzi alle superiori

Gelmini: “Così la scuola cambia”
Più inglese e “unico maestro”

“Più chiarezza per le famiglie, efficienza e snellimento dell’organizzazione”
Lezioni tassative di 60 minuti, e “7000 euro l’anno per i docenti meritevoli”

di SALVO INTRAVAIA

ROMA – “La scuola cambia”. E’ lo slogan del ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, che a margine del Consiglio dei ministri di questa mattina ha presentato i quattro decreti che lanciano la riforma scolastica. Tantissime le novità previste per l’anno prossimo rispetto all’assetto attuale. Salta il “modulo” (tre insegnanti su due classi) nella scuola primaria, stop alla giungla di indirizzi al superiore e potenziamento dell’Inglese.

“Per la prima volta in Italia dopo la riforma Gentile del 1923 – dice Gelmini – si mette mano alla scuola con una riforma organica di tutti i cicli (elementari, medie, superiori). Elementari e medie cambiano dal primo settembre 2009, le superiori dal primo settembre 2010″. “Più chiarezza e opportunità per le famiglie, più efficienza, semplificazione e snellimento dell’organizzazione e delle procedure, valorizzazione del ruolo dei docenti”, i principi che ispirano la riforma. Ma vediamo quali sono le novità. Read the rest of this entry »

Tratto da Repubblica Milano – 17 dicembre

Poli: il “Progetto merito” va al Senato

Tra le proposte di Ballio, finanziamenti più legati ai risultati della ricerca e riduzione dei fuori corso

di Franco Vanni

Finanziare la ricerca in base ai risultati scientifici dei docenti. È questo il cuore del «progetto merito» proposto dal rettore del Politecnico Giulio Ballio. Un approccio portato alla discussione del Senato accademico dell´ateneo, dove dovrà passare al vaglio dei professori. La questione è già stata affrontata in termini generali nelle scorse sedute, l´ultima lunedì scorso, con l´intento di arrivare a un voto entro la fine di gennaio. Se rimangono da definire le forme con cui attuare la svolta, sono già certe le due principali leve su cui agire: arrivare a un sistema di valutazione dei prodotti della ricerca sempre più accurato e studiare parametri di giudizio della performance dei docenti che tengano conto delle pubblicazioni fatte.

La necessità di legare i finanziamenti al merito, sia quelli destinati dallo Stato agli atenei sia all´interno dell´università fra le varie cattedre era stata segnalata dal rettore già alla presentazione dell´anno accademico. Nel denunciare «una politica di tagli indiscriminati all´università da parte del governo, che rischia di fare perdere il merito che le università lombarde hanno in questo momento», Ballio aveva aggiunto: «Nel nostro Paese non si vuole capire che soltanto i processi di valutazione dei risultati possono riconoscere il merito e quindi i diritti delle persone». Sponsor della linea a cui si prepara il Politecnico è il governatore regionale Roberto Formigoni, che incontrando i rettori dei 12 atenei lombardi aveva espresso la necessità di «nuovi criteri di ripartizione dei fondi che tengano conto del merito e della qualità dell´insegnamento».

Altro modo per limare gli sprechi che Ballio ha indicato più volte, è disincentivare gli studenti fuoricorso «storici», iscritti da anni ma di fatto estranei all´università. Soggetti, con le parole del rettore, «che rappresentano un costo sociale, anche in termini di mancato prodotto per la collettività».

(17 dicembre 2008)

Clicca qui per vedere l’articolo online.

Tratto da LaStampa – 12 dicembre

Gelmini: “Quante bugie! Nessun dietrofront sul maestro unico”

La verità del ministro: «La sinistra mistifica e dice le solite bugie»

RAFFAELLO MASCI
ROMA

La Gelmini ha incassato il colpo dell’Onda e ora deve fare marcia indietro. Così dicono di lei, signora ministro. Cosa replica?
«Siamo di fronte ad una ingegneria della mistificazione. Voglio essere chiara subito: il maestro unico resta. Chiaro? Anzi: resta “solo” il maestro unico. Il modulo dei due maestri su tre classi è morto e sepolto per sempre».

E chi è invece che mistifica?

«La sinistra. E’ veramente pazzesco: mi hanno fatto una guerra su questo, l’hanno persa e ora si inventano che io, pressata dai loro scioperi e dalle loro proteste, sono tornata sui miei passi con la coda tra le gambe. Ma scherziamo?».

Ministro, ma qualche cosa è cambiato o no? Adesso si parla di maestro unico come «opzione». Non è stato sempre così.
«Vede? Siete caduti anche voi nella rete della disinformazione. E’ stato sempre così, invece. Tale e quale da sei mesi, da quando queste cose le ho scritte nel piano programmatico. Andatelo a rileggere».

Allora facciamo come ai quiz televisivi: una domanda per volta. Le famiglie e le scuole possono o no fare delle opzioni sul maestro unico?
«No. Il maestro è sempre unico».

Allora su cosa possono farle?
«Sull’orario scolastico».

Si spieghi, prego.

«Un docente ha un orario di lavoro di 22 ore. Se si sceglie di adottare l’orario di 24 ore settimanali, quella classe avrà un maestro unico, più due ore fatte da quelli di materie specialistiche, come religione o inglese, per esempio. Idem se si opta per le 27 ore».

Se poi però si sale alle 30 ore o addirittura al tempo pieno di 40 ore, è detto esplicitamente che i maestri sono due.
«Già, ma sono due nel senso che uno fa un certo numero di ore e quando ha finito arriva l’altro. Non c’è compresenza, non c’è modulo. Prima lavora uno poi lavora l’altro».

Senta, ministro, ma perché potendo scegliere una scuola a tempio pieno, o con un orario più generoso, una famiglia dovrebbe decidere di tenersi il «modello base» da 24 ore?

«Queste sono scelte educative che ogni famiglia fa autonomamente. La scuola deve solo offrire la possibilità di aderire a più modelli». Read the rest of this entry »

Tratto da Repubblica – 15 dicembre

E’ “onda” la parola del 2008
simbolo di forza e movimento

di MASSIMO ARCANGELI

A spuntarla, alla fine, è stata l’onda. Oltre trentamila, in una manciata di giorni, i partecipanti al nuovo sondaggio sulla “parola dell’anno”.

1989-1990. Allora era la pantera. Più che del Black Panther Party americano, e della sua difesa dei diritti civili, simbolo della libertà da guinzagli o legacci e di scattosa rapidità. La libertà invocata dai centri sociali e la rapidità della diffusione della protesta via fax. “Chi ha paura della pantera?”. Era l’ultima frase pronunciata da uno speaker professionista in un spot prodotto dal movimento studentesco; in bella vista, nel fotogramma conclusivo, lo slogan riprodotto infinite volte su manifesti, striscioni, volantini, t-shirt: “La pantera siamo noi”.

Circolavano nomi di battaglia come Peppe Intifada, si portava la kefiah, ci si salutava cheguevarianamente: uno diceva “Hasta la victoria!”, l’altro rispondeva prontamente “Hasta siempre!”. Si lottava in tutta Italia contro la privatizzazione dell’università e il rischio di una divisione fra atenei di serie A (soprattutto nel Nord) e atenei di serie B (soprattutto nel Sud). Oggetto del contendere la legge Ruberti. Durò tre mesi o poco più l’effettiva agitazione; a resistere, ancora per qualche anno, gli “ultimi Mohicani”.

2008. L’anno dell’onda anomala. Simbolo della fluidità e della pericolosa imprevedibilità dei social networks e dei blog, con i loro tamtam neotribali e passaparola virtuali che hanno fatto rimbalzare forme e contenuti della protesta da un capo all’altro del paese. Non solo un movimento di opposizione alla contestata legge Gelmini. Anche una levata di scudi contro una generale crisi finanziaria che cannibalizza le risorse per l’università e la ricerca, una sfiducia “populistica” e un po’ qualunquistica nel sistema dei partiti, una paura fottuta di essere condannati al precariato a vita. Read the rest of this entry »

Video manifestazione 12 dicembre

Babbo Precario mette all’asta i ricercatori precari della Statale

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Studenti e ricercatori rispondono alla Gelmini e al suo tentativo di “dialogo” tramite Youtube

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Tratto dal Corriere – 12 dicembre

Scardinati con la forza i lucchetti e le porte

Statale occupata, rissa tra gruppi di studenti

Assemblea non autorizzata in aula magna dopo momenti di tensione. Presenti «elementi sciolti esterni all’ateneo»

MILANO – L’università Statale di Milano è stata oggi occupata dagli studenti al termine del corteo organizzato in concomitanza con lo sciopero generale indetto dalla Cgil. Momenti di tensione con una violenta rissa tra gruppi di studenti, ognuno accompagnato da «elementi sciolti esterni all’ateneo». Gli scontri sono iniziati quando, intorno alle 13, centinaia di ragazzi provenienti dal corteo sono entrati nella sede principale di via Festa del Perdono e un gruppo ha scardinato con la forza i lucchetti e le porte dell’aula magna. L’azione di forza aveva lo scopo di iniziare un’assemblea per discutere sui «no» alla riforma dell’Istruzione del ministro Mariastella Gelmini, che coinvolge l’intero mondo della scuola.

LA RISSA – Per alcuni minuti la porta in ferro ha tenuto, poi l’onda degli studenti ha riempito l’aula. Momenti di tensione tra alcuni gruppi del corteo sull’occupazione: alcuni di loro sarebbero voluti andare nell’aula 211, dichiarata dall’inizio della protesta aula autogestita, altri invece hanno forzato i cancelli dell’aula magna, provocando alcuni danni alle inferriate e alle pareti. Dalle parole si è passati ai fatti e sono volati spintoni, pugni, calci, ombrellate e qualche cinghiata tra i due schieramenti: studenti da entrambe le parti, ma anche un gruppo di anarchici e alcuni iscritti ai sindacati di base. Read the rest of this entry »